08 ottobre 2009

BERTOLASO ELOGIA I GRUPPI COMUNALI


Di seguito riportiamo uno stralcio dell'intervento del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Guido Bertolaso durante la 92a seduta della Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica. Bertolaso elogia le figure dei gruppi comunali di protezione civile, splendide realtà e ancora tutte da scoprire; inoltre fà riferimento al sistema di protezione civile della Regione Friuli V.G. che, ad oggi, risulta il migliore in Italia e modello da imitare.


[...] "Certamente la Protezione civile è cresciuta molto rapidamente anche alla luce delle emergenze affrontate e dei risultati positivi che abbiamo conseguito, ad esempio in occasione di grandi eventi e funerali; sicuramente, quella che fino ad un decennio fa era un’attività poco diffusa è diventata una pratica suggestiva.
Poiché ogni Regione, Provincia autonoma, Provincia e Comune può organizzarsi come crede, la materia puo` considerarsi deregolamentata e quindi riuscire a far funzionare e a coordinare il sistema di Protezione civile può apparire un’impresa impossibile; invece, come abbiamo visto anche in occasione del terremoto abruzzese, non è così anche grazie al duro lavoro che abbiamo portato avanti in questi anni, non solo elaborando documenti cartacei (direttive, linee guida, raccomandazioni), che in ogni caso sono serviti a fissare dei paletti, a dare indicazioni e raramente si sono contraddetti o hanno mancato di chiarezza, perche´ erano stati elaborati
dagli operatori per gli operatori.
Contemporaneamente, bisogna rilevare che l’elenco delle organizzazioni di volontariato di protezione civile a carattere nazionale è molto lungo: mi riferisco, anche se in modo improprio, alla Croce rossa, ma anche al Soccorso alpino (due organizzazioni di volontariato sui generis, che
comunque fanno parte del nostro sistema), alla Pubblica assistenza, alle Misericordie, ai Carabinieri e ai Vigili del fuoco in congedo, agli alpini dell’Associazione nazionale alpini (ANA) e agli scout. Spesso infatti si fa confusione riguardo alle tipologie di volontariato: da una parte c’è

quello a carattere sociale, che ha competenze e attività proprie, e dall’altra il volontariato di protezione civile, disciplinato dalla legge n. 225 del 1992, che regolamenta il sistema nazionale di Protezione civile, definisce le organizzazioni che lo compongono e le inserisce nello stesso; poi, con
regolamenti successivi, abbiamo organizzato e disciplinato il funzionamento di tali realta`. Ovviamente, si può agevolmente creare una ONLUS denominata, ad esempio, «Amici della protezione civile» e, se si ha del denaro, si può acquistare un’ambulanza o una moto medica, perchè nessuna norma impedisce di farlo. Tuttavia, si tratta di realtà diverse dalle organizzazioni nazionali di Protezione civile che devono essere inserite in un elenco nazionale, previa verifica della capacità tecnico-operativa da parte delle Regioni, per poter ricevere dal Dipartimento i contributi necessari per costruire il centro di soccorso, comprare l’ambulanza o il container in cui collocare le tende.
Pertanto, anche se nell’ambito del nostro sistema la struttura funziona, purtroppo non possiamo impedire la proliferazione di queste organizzazioni spontanee che ci danneggiano fortemente se si pensa che non possiamo impedire il fatto che un ipotetico volontario di protezione civile con addosso la sua giacca a vento gialla e blu con la scritta «Protezione civile - Amici della terra» venga trovato ad appiccare le fiamme in un bosco o vada in giro chiedendo un contributo economico per i terremotati dell’Abruzzo. Allo stesso modo, sovente vedo autovetture con l’intestazione «Protezione civile-Viale Trastevere, 24» che non hanno niente a che vedere con noi, ma non possiamo denunciarli perchè al momento sembra che non venga violata alcuna norma.
A questo proposito, avrete notato che nel decreto-legge n. 39 del 2009, recante interventi in favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo, abbiamo inserito una disposizione che sanziona penalmente chi abusa del logo, delle attività, dei mezzi e dell’immagine della Protezione civile, perche´ ci rendiamo conto che è diventata una parola di uso comune e che tutto sommato non gode di una brutta reputazione. In sintesi, se andassi in giro a nome e per conto dei Carabinieri a chiedere soldi o a comminare una multa sarei arrestato, mentre se dico di far parte della Protezione civile non ci sono sanzioni. Quindi, siamo consapevoli di quanto evidenziato dal senatore Gramazio: il problema da lui segnalato è reale e deriva anche dalla grande espansione del nostro sistema. Non ho invece alcuna intenzione di rinunciare a ciò che il senatore sembrava voler criticare, cioe` la nostra multiforme organizzazione, testimoniata dai colori delle diverse divise che abbiamo fatto sfilare con orgoglio in occasione del 2 giugno, perchè la nostra grande originalità è riuscire a fare squadra con tante componenti differenti. Mi sembra infatti che stiamo vincendo la sfida di mettere insieme i Vigili del fuoco col Soccorso alpino (che, come qualcuno sa, non si amano alla follia), i Carabinieri con la Polizia e la Guardia di finanza, la Marina con l’Esercito e l’Aeronautica, la Croce rossa con le Croci bianche, la Pubblica assistenza con le Misericordie: poichè il sistema funziona, mettiamo tutte queste organizzazioni su un camion e le facciamo sfilare l’una a fianco all’altra in occasione della festa della Repubblica per dimostrare che siamo tutti uniti pur nella diversità di discipline, idee, metodi di intervento.
In questo contesto non posso esprimere giudizi sui criteri di appalto per i servizi 118 da parte delle Regioni; trovo solo originale pensare che il problema siano i volontari delle Misericordie, della Pubblica assistenza, della Croce rossa, che invece sono essenziali per il funzionamento del
118, tanto che se tali enti all’improvviso strappassero le convenzioni e gli accordi stipulati con le Regioni, il soccorso in Italia crollerebbe, non esisterebbe più. E` pertanto opportuno che si trovino le modalità per assicurare un funzionamento migliore, ma è assolutamente positivo che il volontariato ci sia e che queste organizzazioni si dotino di ambulanze moderne, efficienti, organizzate e che svolgano anche corsi di formazione.
E`vero che dieci anni fa il volontariato poteva essere connotato come approssimativo, dilettante, superficiale, ma questa è una realtà del passato; oggi i nostri volontari, quelli che rientrano nel nostro sistema e lavorano nelle organizzazioni da noi riconosciute, seguono corsi di formazione per tutte le attività. Magari ciò non avviene dal primo istante, anche perchè tendiamo a favorire lo sviluppo dei gruppi comunali di volontariato, un’altra grandissima opportunità italiana a cui non molti hanno fatto ricorso, con cui incoraggiare la creazione di una rete di soccorso e sorveglianza del territorio. Occorre tuttavia considerare che mentre nel resto del mondo, come negli Stati Uniti e in altri Paesi, determinate operazioni vengono compiute dai Vigili del fuoco volontari, in Italia tali corpi volontari non riescono ad allargarsi per una serie di motivazioni legate al Ministero di appartenenza. Per cui oggi, se partecipiamo ad una manifestazione della Protezione civile friulana, vediamo che nei 219 Comuni della Regione Friuli ci sono 219 sindaci che si mettono la giacca a vento con scritto «Protezione civile comunale» e sopra la fascia tricolore del sindaco.
Essi hanno alle loro spalle le truppe organizzate del volontariato comunale, che sono bravissime e molto preparate: hanno conoscenze di comunicazione; sanno guidare le ambulanze ed effettuare un soccorso su un politraumatizzato, ma anche mettere in piedi un argine in un torrente laddove
necessario; sanno cos'è un fontanazzo, e via dicendo. Questa è la nostra grande risorsa e stiamo lavorando per far sì che l’esperienza friulana, tipica anche di altre Regioni, soprattutto del Nord, arrivi fino al Sud, così da garantire – e questo è il mio compito – assistenza e sicurezza anche quando il servizio pubblico è carente e non riesce a offrire la stessa risposta."

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